Un nuovo organismo di produzione per la danza contemporanea che rompe tutte le logiche di frammentazione e isolamento per aprire spazi di dialogo, ricerca e creazione espansa.
Germoglia dalla comunione artistica e umana di Sanpapié e C&C Company.
Il corpo come linguaggio,
come dispositivo scenico,
come strumento di relazione.
un linguaggio performativo ibrido in continua evoluzione. Un approccio fisico e drammaturgico essenziale per un dialogo autentico con il pubblico.
Co-direzione
Un centro produttivo e una piattaforma di ricerca che rinnova le pratiche del contemporaneo, valorizzando la co-esistenza, la cura e il tempo senza rinunciare alla propria voce.
Non una semplice fusione, ma una co-direzione che sceglie consapevolmente una strada necessaria:
quella della ricerca compartecipata, del dialogo transdisciplinare con diverse forme e linguaggi e della responsabilità verso artistə, comunità e territori.
Per noi AVAMPOSTO significa stare un passo avanti e un passo dentro: nel tessuto urbano, nei luoghi di comunità, nelle pieghe della contemporaneità.
Andiamo dove la danza può agire — fabbriche rigenerate, musei, piazze, scuole, teatri — per trasformare lo spazio in esperienza immersiva.
L’azione non è uno slogan: è pratica quotidiana, fatta di prove, ascolto, frizioni feconde, apertura radicale ad altri linguaggi.
Vogliamo che la scena resti porosa e malleabile, che il velo delle definizioni precostituite si squarci per far emergere nuove possibilità espressive.
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La nostra grammatica è frutto dell’incontro fra danza, teatro fisico, musica, arti visive e nuove tecnologie. L’ibridazione non è un contorno: è il motore che allarga l’immaginario e rende la scena più accessibile, anche e soprattutto a chi non frequenta abitualmente la danza. Costruiamo formati site-specific, drammaturgie che intrecciano suono, immagine e parola, tecnologie che amplificano la presenza corporea senza sostituirla. Così l’opera si apre, eccede il palco e abita la città, facendo del pubblico un protagonista-agente parte del processo performativo e non un semplice spettatore.
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La cura è il nostro modo di produrre: tempi di creazione adeguati, accompagnamento reale, governance trasparente e sostenibile. Lavoriamo perché la qualità del percorso abbia lo stesso peso del risultato finale. Siamo convinti che prendersi cura significhi anche accessibilità — linguistica, economica, fisica — e sostenibilità ambientale e sociale. Diamo spazio a voci under 35, a pratiche intergenerazionali, a contesti spesso marginalizzati, dove la danza può agire come strumento di benessere, relazione e cittadinanza.
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SPACCA è anche polo di formazione e tutoraggio per danzatorə e coreografə emergenti. Siamo in dialogo costante con una rete di luoghi di arte, cultura e aggregazione per costruire percorsi di alta formazione che preparano a navigare il sistema contemporaneo con competenza e autonomia. Lavoriamo con artistə under 25 e under 35, aprendo spazi di apprendimento ibridi e solidali in uno scambio fertile e osmotico con esperienze e competenze di professionistə ed espertiə della scena.
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Siamo un ecosistema connesso: festival, teatri, centri di ricerca e comunità locali. Dall’Italia costruiamo ponti europei e mediterranei ricordandoci che l’internazionalizzazione non è un fine estetico ma un diritto dell’artista e un dovere del sistema. Scambio, mobilità e confronto continuo sono necessari per portare la danza italiana nel mondo e il mondo dentro la danza italiana.